LO devo proprio dire Maurizio Belpietro mi fa proprio schifo come uomo e come giornalista(scusate la parola).Capisco che non si può chiedere ad un servo di avere la schiena dritta,ma a tutto ci dovrebbe essere un limite.La prima pagina di Libero oggi ha toccato la vetta della carognaggine e della cattiveria gratuita contro Marrazzo un uomo che ha sbagliato e si è rovinato la vita,ma continuare a colpirlo quando ormai è totalmente indifeso è una azione da vigliacchi.Il tenore del titolo dell'articolo su Marrazzo è segno di una inciviltà in cui Belpietro ci sguazza e la sua vigliaccheria è doppia in quanto non oserebbe mai usare questi termini contro un politico o contro il suo stesso padrone.Voglio esprimere il mio assoluto disprezzo verso Belpietro e i servi sciocchi dello psiconano che si permettono di distruggere i nemici del padrone senza ritegno o un minimo di umanità.E lo fanno aggrappati alla mammella del contributo per l'editoria con i nostri soldi.
In mezzo ai tanti guai che questo paese sta passando,si aggiungono pure quei decerebrati del KuKluxKlan italiani che cercano di fare proselitismo in Italia per maggiori dettagli leggetevi l'articolo di repubblica http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/ku-klux-klan/ku-klux-klan/ku-klux-klan.html inutile dire che il loro appello è una serie di infiniti deliri di una ignoranza abissale.
Nella foto la stretta di mano che sancisce l'alleanza tra teste di cazzo dei due mondi.
Questa mattina all'alba è stato sgomberato il Centro Popolare Experia che era sito in una struttura occupata e restituita ai cittadini del quartiere un quartiere molto difficile di Catania. Ecco alcune informazioni sul centro prese dal loro sito. http://www.myspace.com/cpoexperia COS’E’ IL CENTRO POPOLARE OCCUPATO EXPERIA?
L'Experia è un centro popolare nato occupando una struttura assolutamente abbandonata, lasciata per anni in totale degrado dalla nostra amministrazione. 15 anni fa abbiamo deciso di occupare, ripulire e ristrutturare l'ex cinema esperia, restituendo al quartiere uno spazio pubblico.
In questi anni l'experia ha rappresentato un punto di riferimento per la città, è stato un luogo dove giovani e meno giovani hanno potuto incontrarsi e confrontarsi, organizzando in prima persona i propri momenti di socialità: pranzi e cene popolari, rassegne di film, concerti, mostre, laboratori, iniziative di lotta e di dibattito; iniziative in cui nessuno ha mai guadagnato una lira.
E' questo il senso che ha ogni nostra iniziativa, non l'arricchimento di qualcuno ma la riappropriazione di momenti e esperienze, molte volte negati dalla logica del profitto e della carenza di servizi sociali. Proprio per questo crediamo che l'aggregazione sia un'arma, un'arma che può essere usata contro il potere dei padroni, contro chi ci sfrutta.
Pensiamo che sia necessario resistere e opporsi alla situazione di precarietà e disagio in cui i governi (centro destra o centro sinistra) e i padroni (dalla confindustria ai piccoli imprenditori) ci costringono a vivere. Siamo stanchi di contratti di lavoro ad intermittenza e sottopagati che non garantiscono un futuro, o addirittura essere costretti a lavorare in nero rischiando, per guadagnare due lire, la propria vita.
Catania rispecchia la situazione di precarietà e di disagio in cui i padroni ci costringono a vivere, una città in cui per la maggior parte delle famiglie catanesi è un problema arrivare alla fine del mese, dove per i giovani non esistono possibilità di lavoro stabile e ben pagato, una città in cui oggi è diventato impossibile comprare una casa e tutto è lasciato in mano alle agenzie immobiliari che acquistano le case a due soldi rivendendole a carissimo prezzo o speculando sugli affitti.
Solo la lotta e l'unità permettono di resistere e realizzare concretamente le nostre esigenze.
Se si è disgregati non si è uniti, se non si è uniti non si può lottare!
Per una città come Catania togliere questi spazi di aggregazione vuol dire ucciderla e consegnarla alla mafia.Il sindaco e chi ha ordinato lo sgombero dovrebbero vergognarsi.Chiedo che chiunque voglia esprimere solidarietà al CPO Experia può far girare questo post o mandare delle email al sindaco di Catania e ai consiglieri di An che ne hanno voluto lo sgombero. segreteria.sindaco@comune.catania.it
Mills condannato in appello,Berlusconi l'ha presa bene per chi ha visto ieri il suo intervento telefonico.Sono curioso di vedere cosa inventerà mavalà Ghedini per salvarlo.
Dopo il caso escort,scoppia il caso trans con il presidente della regione Lazio Piero Marrazzo travolto dallo scandalo per essere stato ricattato per la sua storia con una trans.L'ultimo di una serie di scandali che vedono politici coinvolti in storie di sesso e droga.Nel frattempo l'Italia precipita sempre più nel baratro.Mi chiedo ma non c'è un politico in questo povero paese che faccia il proprio dovere cercando di portarci fuori da questo puttanaio? Dobbiamo rassegnarci al qualunquismo del "fanno tutti schifo?".Dobbiamo per forza rimpiangere la prima repubblica tangentara?Ma gli italiani che fanno?Dove siete (siamo)?Tutti rincoglioniti da veline e grandi fratelli?
La famiglia Mastella finisce sulla gogna per aver raccomandato 42 persone. Clemente, eurodeputato e leader dell’Udeur, e la moglie Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania (raggiunta dal divieto di dimora nella sua regione), nell’ordinanza del gip vengono collocati «ai vertici di una cupola». Un’organizzazione a cui si sarebbero aggregati professionisti e imprenditori, per ottenere vantaggi economici, consenso elettorale e posizioni di comando. Una vera e propria «struttura criminale», secondo i magistrati, «guidata dai Mastella che, insieme ad altri 25 indagati, hanno costituito un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, turbativa d’asta, falso in atto pubblico continuato e concussione». L’indagine chiusa ieri vede 62 persone indagate. Per 18 sono scattati i divieti di dimora, per 6 altre misure interdittive. Nel lungo elenco degli inquisiti c’è anche uno dei figli di Mastella, Pellegrino, e decine di imprenditori e dirigenti di enti locali. Il lavoro dei pm era iniziato nel gennaio 2008, quando alla procura di Napoli era stata trasmessa (per competenza territoriale) l’inchiesta del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Quel famoso fascicolo processuale che si era tramutato in una ordinanza di arresti domiciliari per la Lonardo e che, di conseguenza, aveva portato alle dimissioni di Mastella, all’epoca ministro della Giustizia. Dimissioni respinte dal premier Romano Prodi, ma che hanno comunque lasciato il segno per il duro attacco lanciato alle toghe da parte dell’allora guardasigilli e fatto da preludio alla caduta dell’esecutivo. Il leader Udeur aveva sostenuto di essere vittima, con la famiglia, di un «attacco della magistratura».Fonte Libero News